Cavalieri bianchi e Cavalieri neri

 

PREMESSA

Questa idea scaturisce dalla rivisitazione della favola dei Cavalieri del Sole e dell’Ombra presentatami da un'amica Istruttrice minibasket, molto preparata, che mi piacerebbe presentasse anche il suo lavoro originale, nato un giorno, mentre operava in un progetto scolastico si trovava davanti ad una classe di bambini e bambine molto vivaci ed educati alla motricità (non per niente la loro maestra era una diplomata I.S.E.F.). Si chiese, quindi, come potesse in una sola lezione far capire loro i vari concetti del minibasket … l’attacco … la difesa … essendo poi bambini di quinta elementare che potevano benissimo già fare una partitina, si ricordò che in una palestra dove allenava dal canestrino del minibasket spuntava fuori “un sole” attaccato al tabellone (che altro non era che uno degli sponsor). La favola le venne da sé, del resto chi insegna ai bambini é abituato a “lavorare” con la fantasia.

Questa non è una lezione, ma uno spunto metodologico-didattico che deve essere un esempio per chi ama il minibasket.

FAVOLA-GIOCO

C’era una volta un REGNO (la palestra) sul quale splendeva sempre un bellissimo sole, in cui si ergevano ai due estremi due CASTELLI (i canestri), abitati, uno dai CAVALIERI BIANCHI e l’altro dai CAVALIERI NERI.

Tra le due fazioni vigeva il massimo rispetto ed ogni giorno combattevano “senza armi” per conquistare gli onori nelle feste che ogni sera si svolgevano nel regno.

I CAVALIERI BIANCHI e i NERI, si muovevano prendendo l’energia dal sole e da una palla a spicchi che PALLEGGIAVANO e PASSAVANO conquistando il castello avversario lanciando (TIRANDO) la palla nella finestra del castello (il rettangolo del tabellone) [1 punto] o, meglio ancora, infilando l’anello magico (il cerchione del canestro) [3 punti] che faceva scendere il ponte levatoio per un accesso più semplice.

I cavalieri avevano una sola palla a disposizione e potevano “tirare” solo se VEDEVANO LA FINESTRA E L’ANELLO che gli avversari dovevano nascondere al sole…..facendo OMBRA!

Infatti, il sole si spostava rapidamente da un lato all’altro del regno, alle spalle del castello “offeso” (attaccato), illuminando la finestra e l’anello del castello. I cavalieri che “DIFENDONO” non possono toccare gli avversari, ma possono rubare la palla ed impedire loro di TIRARE……la domanda, quindi, da fare ai bimbi sarà: “come si fa ad impedire di tirare?”…….probabilmente da soli, magari con un pò di aiuto, i bimbi comprenderanno che bisognerà “fare ombra” (nascondere la visuale).

I cavalieri in DIFESA, evitando di guardare il sole, dovranno impedire agli avversari di vedere gli obiettivi (il rettangolo sul tabellone e l’anello) e da soli intuiranno che dovranno volgere le spalle al loro canestro, frapponendosi tra il proprio avversario ed il canestro……..per fare ombra, magari quanta più possibile (alla domanda fa più ombra un ombrellone aperto o uno chiuso vedrete l’ottima posizione di difesa che assumeranno i bimbi aprendo le braccia e simulando, appunto, l’ombrellone aperto). I cavalieri si contenderanno il titolo di principi della sera.

CONCLUSIONI

A che età questo gioco?..........dipende dal gruppo, ma in un progetto-scuola dalle classi terze, in un centro minibasket dai 7 anni, tenendo chiaro un concetto: non si vuole insegnare la pallacanestro, ma un gioco.....giocando!

Non dimentichiamo mai che non sono i bambini che si devono adeguare al nostro linguaggio, ma viceversa, loro devono sempre essere i protagonisti delle nostre lezioni (non allenamenti!).

Saranno i bambini stessi poi ad inventarsi nuove situazioni e varianti al gioco.

Un esempio di creatività dei bambini: “posso mettere la mano davanti alla palla come scudo per difenderla?”

La progressione può essere 1>1, 2>2, 3>3, 5>5 ed a questo punto è tutto da inventare introducendosi “deduttivamente” anche il concetto di “aiuto” sul possessore di palla (triangolo difensivo).