Verticalizzazione insegnamento attività motoria nella scuola italiana

 

VISION

Analizzavo i Programmi Educativi di varie nazioni, e valutavo il quadro orario organizzativo delle stesse, quando mi sono posto un interrogativo: é giusto adattare la nostra organizzazione sulla base delle esperienze altrui, oppure strutturare una azione educativa che abbia come logica l'ottimale educazione e formazione dei futuri cittadini di domani?

Poiché mi é sembrata più seria e responsabile, la scelta é caduta sulla seconda ipotesi, per due semplici motivi: perché ritengo che il rispetto di chi deve apprendere non può essere giocato alla roulette delle statistiche, e poi, perché sarebbe una delle rare situazioni in cui la "culla della cultura" debba "scopiazzare" qualcosa che la nostra genialità può, certamente, fare meglio degli altri.

Innanzitutto, é il caso di premettere che l'attività motoria é elemento fondamentale ed indispensabile per una corretta crescita, in senso lato, dell'individuo e che la fascia d'età compresa tra i 3 ed i 12 anni é considerata "età d'oro della motricità" non a caso.

é, quindi, impensabile continuare ad attentare, persistendo nello stato attuale, alla salute psico-fisica dei cittadini più giovani e bisognosi, privandoli di un diritto sacrosanto ed irrinunciabile, sancito quale obbligo dello Stato nei loro confronti, dalla Costituzione.

Lo stato ha, certamente, esagerato nel delegare "con carta bianca" al CONI, che avrebbe dovuto occuparsi solo dello sport, anche l'attività motoria di base: ciò non può essere accettato oltre. Oggi un CONI, che si autoleggittima per quel che riguarda la formazione sportiva e monopolizza lo sport agonistico, ha di fatto collocato oltre la "borderline" l'intero sport italiano e la motricità. é, ormai, il cadavere putrescente di un colosso che in passato ha sopperito egregiamente alle carenze strutturali dello Stato ma che non ha saputo modernizzarsi e, a complicargli le cose, é venuta meno anche la "protezione" di S. Totocalcio. Certamente l'attuale Presidente é competente a sufficienza per imporre una brusca sterzata e per cogliere l'opportunità di assegnare la guida di questa enorme navicella spaziale ad "astronauti" competenti: la cosa importante per il CONI attuale non può essere tanto valutare dove sta, quanto analizzare e decidere in che direzione sta dirigendosi. 

Salvo casi di disperazione o di insanità di mente, é plausibile pensare che , oggi, nessun genitore affiderebbe ad uno stregone il proprio bambino per la cura di una malattia: sarà sempre preferito un medico. Tra l'altro, diversamente non lo consentirebbe lo Stato, e se qualcuno si improvvisasse o simulasse di esercitare l'arte della medicina senza titoli ne subirebbe sanzioni. Perché allora si consente di affidare a chi non ha le competenze per agire sulla salute dei bambini (questo é l'attività motoria) tale compito agli insegnanti della scuola primaria, pur conoscendone i limiti e la loro assoluta "incolpevolezza", o, peggio, ad "istruttori" delle federazioni sportive che si occupano nella loro vita di tutt'altre cose?

L'Italia é la penultima nazione del mondo considerato evoluto per quanto riguarda l'attenzione riposta nell'educazione motoria, nonostante tutti gli studiosi del mondo sono d'accordo, inequivocabilmente, che é la fonte principale dell'apprendimento per ogni individuo, ad ogni età ed, in particolare, nella fascia compresa tra i 3 ed i 12 anni.

é fuori dubbio che l'attuale struttura oraria della scuola italiana penalizza enormemente i propri discenti non garantendo né un monte ore sufficiente all'educazione motoria, né docenti qualificati all'istruzione della motricità (eccezion fatta per la scuola media di I e di II grado).

é, altresì, impensabile proporre di  mediare con situazioni "di transito" e per giungere ad una organizzazione definitiva "con il tempo", proprio considerando l'urgenza di destinare ai giovanissimi, l'effetto determinante che una attività motoria di base rispettosa dei principi educativi, riconosciuti universalmente, perché scaturiscano gli elementi fondamentali per lo sviluppo dell'individuo.

Intanto, una nota positiva giunge dalla UE, che ha imposto che, comunque, gli allenatori  di 5° livello (il più alto) siano formati a livello universitario. E ancora, una nota di apparente aggiustamento giunge dalle Leggi regionali del Lazio e di altre 5 regioni sullo sport, che hanno reso obbligatoria la presenza del diplomato ISEF o del Laureato in SM nelle palestre (la migliore sembrerebbe quella della Basilicata).

Resta, comunque, questo un accenno a raddrizzare un disastro che potrebbe debellarsi solo con l'istituzione di un Albo Professionale, ma che, tuttavia, bisogna apprezzare come risultato, comunque, importante.

Ora tocca al Governo per restituire il mal tolto dal dopoguerra ad oggi, senza abusare, né creare step che, di fatto, dichiarerebbero, in ogni caso, una fase transitoria inadeguata.

Nel prospetto di seguito illustrato si indicano le linee generali dei programmi attuali e quelli che potrebbero essere intrapresi dal Ministro Moratti e dal Governo, dimostrando che la salute del cittadino parte, innanzitutto, da un buon programma preventivo. 

Fondamentale sarà l'apporto scientifico del Diplomato ISEF (possibilmente non ai "Corsi speciali" di 3 mesi, perché sarebbero alla stessa stregua dei maestri elementari) e del Laureato in Scienze Motorie nelle scuole dell'infanzia e nelle scuole elementari.

MISSION

Il prospetto di cui sopra, salvo il portare da 2 a 3 ore curriculari fino alla Scuola Media di I grado, non si discosta dalla l'attuale struttura base del monte ore di educazione motoria. La maggiore modifica al monte ore formativo verrebbe dall'obbligatorietà dell'extracurricolo. L'innovazione verrebbe, invece dall'assegnazione dei ruoli di docenza ai titolati: Insegnanti di educazione fisica e Laureati in SM.

Proprio l'istituzionalizzazione, dell'attività extracurriculare potrebbe suscitare una inversione di atteggiamento nei riguardi dell'attività motoria e, conseguentemente, verso lo sport che, comunque, non può che mantenere fissa la centralità dell'insegnante di educazione fisica. Lo sport, appunto, trarrebbe sicuri benefici da un allargamento della base di praticanti sempre più "competenti" sia sotto l'aspetto del "vissuto corporeo" che sotto l'aspetto dell'atteggiamento verso lo sport che diverrebbe non solo più civile ma costruttivamente critico.

Ovvio é che l'insegnante di educazione fisica non può essere escluso dalla scuola primaria dove la sua competenza potrà incidere in maniera determinante per la crescita globale dei discenti.

Così come l'alimentazione la motricità sono due aspetti che non abbiamo più il lusso di poter trascurare ed allora..........perché non realizzare affiancando alle LINEE GUIDA PER UNA SANA ALIMENTAZIONE...........

LE LINEE GUIDA PER UNA SANA MOTRICITà

Innanzitutto, dovranno occuparsi dei "carichi motori", perlomeno fino ai 12 anni, per offrire ai bambini una gamma di stimoli motori quanto più vasta possibile, sotto forma di gioco e di gioco-sport, esaltando gli aspetti dell'agonismo, ma bandendo l'antagonismo a qualsivoglia livello, tutto nell'ottica del "sapere", "saper fare" e "saper essere" se stessi e con gli altri:

  • percezione del corpo;

  • percezione dello spazio;

  • percezione del tempo;

  • strutturazione dello spazio e del tempo;

  • educazione al ritmo;

  • fantasia motoria;

  • anticipazione motoria;

  • lateralità;

  • riflessi;

  • destrezza;

  • equilibrio statico e dinamico;

  • coordinazione oculo-manuale;

  • coordinazione oculo-podale;

  • comunicazione e collaborazione con gli altri;

  • motivazione ed autostima;

  • leadership "in azione";

  • team building.

In orario extracurriculare, le associazioni sportive scolastiche (da costituirsi presso ogni Consiglio di Circolo e/o di Istituto) si attiverebbero per offrire un pacchetto formativo basato sui giochi sport e, nella secondaria di II grado sugli sport, evitando la selezione precoce (Jordan ha cominciato il basket ad "appena" 19 anni), diffondendo cultura sportiva a 360°, occupandosi ed organizzando anche formazione per le figure di contorno allo sport (ufficiali di campo, dirigenti, spettatori educati ad un tifo sano ed organizzato, cheerleaders). La scuola, avrebbe il vantaggio, grazie ai docenti qualificati, di poter destrutturare ogni singolo sport avvicinando "tutti" a provare "tutto".

Così facendo la Scuola aprirebbe un processo di evoluzione all'approccio allo sport che renderebbe "cosciente" il discente, futuro cittadino in grado di "curare" successivamente e con maggior "competenza" il proprio fisico.

La scuola potrebbe, inoltre, operare sull'autostima e la motivazione del discente, nonché sui fondamenti dell'Informatica applicata allo sport e sull'animazione in senso lato.

Il grafico qui di seguito dimostra come anche nell'età adolescenziale, sarebbe più produttivo se l'insegnante di educazione fisica fosse il perno dell'attività motoria e dell'avviamento alle discipline sportive.

ACTION

UNA SOLUZIONE........

  • Assegnare agli insegnanti di Scienze Motorie le ore curriculari di ogni scuola di ogni ordine e grado, compresa la scuola dell'infanzia e la scuola elementare.

  • Sarebbe logico unificare tutte le graduatorie essendo le Scienze Motorie un'unica competenza.

  • Per le ore extracurricolari si potrebbero utilizzare gli stessi insegnanti di educazione fisica fino a completamento dell'orario spettante o, magari, fino al massimo consentito dell'orario di insegnamento e, per le ulteriori ed ovvie necessità, verrebbero assunti "a contratto" gli insegnanti "non di ruolo" seguendo due vie: la prima, burocratica, seguendo lo scorrimento delle graduatorie; la seconda, imprenditoriale, seguendo criteri di selezione a cura del Collegio Docenti , o, forse più opportunamente, del Consiglio di Circolo o d'Istituto.

  • Il CONI, anche per tramite delle FF.SS.NN., d'intesa con il MIUR, proporrebbe formazione, per gli insegnanti di educazione fisica valutabile ai fini dell'aggiornamento individuale del docente stesso e quale attività extradidattica.

Le Università, d'intesa con il MIUR, proporrebbero formazione, per gli insegnanti di educazione fisica valutabile sia ai fini dell'aggiornamento individuale del docente stesso e quale attività extradidattica, sia ai fini del punteggio.

LA PROPOSTA........

VERIFICA

La verifica, per una disciplina come la nostra, costruita essenzialmente sulla metodologia, é base e fondamento per ogni programmazione, anche successiva.

Credo, pertanto, di poter affermare che é una certezza che non subirà rischi di "sorprese", né susciterà "dubbi".

Vorrei concludere questa dissertazione "convinta", prendendo in prestito una frase dalla scuola "salernitana" (grazie Erasmo!):

"Maestro non é colui che riempie il sacco vuoto.

Maestro é colui che suscita la curiosità dell'allievo."

L'insegnante di educazione fisica, oltre ad avere il sacco pieno (ma le eccezioni confermano sempre una regola), troppo spesso suscita la curiosità, aiutato, bisogna ammetterlo, dallo straordinario mezzo che é il gioco, che, opportunamente gestito consente di ottenere risultati, a volte, inimmaginabili.